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martedì 17 luglio 2012

Un gelato da sturbo


Ingredienti per 950 gr di gelato alle arachidi:
500 gr di latte intero
2 uova intere
200 gr di zucchero
150 gr di pasta di arachidi in purezza
5 gr di farina di semi di carrube
un pizzico di sale
Per le arachidi caramellate:
una manciata di arachidi
pari peso di zucchero

Dato che oggi si parla di gelato e quindi di formule matematiche, di calcoli e di freezer, ho pensato di raccontarvi qualcosa a tema, con annesso problema del giorno. 
Mi pre-scuso per eventuali errori e orrori di forma e sostanza ma d'altronde non sono mica Will Hunting.
Quesito:
indica quante sono le probabilità che le seguenti variabili casuali si verifichino nell'arco delle medesime 12 ore. Descrivi le eventuali conseguenze nel caso in cui le stesse si intersechino tra loro e trova il risultato x:

a+b+c+d+e = x
   365x0,5

variabile a: freezer pieno, stipato manco fossimo in tempo di guerra
variabile b: temperatura maggiore di 30° ma inferiore a 40°
variabile c: contatore che salta alle 8 del mattino a ciel sereno, senza il famoso fulmine
variabile d: sportello del freezer accostato, non chiuso
costante e: casa vuota per assenza lavorativa

Soluzione:
Le probabilità che tutte queste variabili si verifichino nelle medesime 12 ore sono pari a quelle che si hanno di vincere il superenalotto. Ovvero una su 5478654643154343154756.
Le eventuali conseguenze, non necessariamente in questo ordine, sarebbero:
crisi di pianto isteriche, inveizioni contro se stessi e gli altri, scomodamento dei vari santi, accuse e illazioni al gestore di energia elettrica, al produttore del freezer, al datore di lavoro, al meteorologo e alla commessa del supermercato e a tutti i presenti.
Il risultato x sarebbe invece pari a diverse ore di incazzatura così suddivise: 1 ora impiegata come sopra in sfoghi di primo soccorso, 2 ore per la cernita e salvataggio del salvabile, 2 ore per la cottura del salvato, 1 ora per lo stoccaggio dello stesso, 1 ora per lo smaltimento rifiuti, 1 ora per la pulizia e disinfettamento locali.

E nonostante la mia fervida immaginazione, come i più scaltri avranno già intuito, la suddetta situazione non è ahimè, immaginaria ma bensì l'incarnazione di uno dei peggiori incubi di una foodblogger, concretizzatosi una delle scorse sere.
L'emergenza per fortuna ormai è superata ed avrei anche potuto propinarvi per giorni una serie di ricette svuota freezer ma, dato che oggi mi sento magnanima, vi proporrò invece un gelato.
Sappiate che lo faccio solo per non perdere l'MTC di questo mese alla quale mi sono appena iscritta, e che da domani vi spiegherò invece come preparare una cena a base di spiedini congelati, scongelati, cotti, ricongelati e ricotti, o meglio di come riuscire a mangiarli senza perdere gli incisivi, oppure di come preparare un sugo di pesce buttando in una pentola una serie di esemplari misti semi congelati con del pomodoro, condirci della pasta, accorgersi che è venuto una merda e gettare tutto nell'umido.
Ma oggi invece no. Oggi parliamo di gelato. Ma non di un gelato qualsiasi. No, oggi parliamo di un gelato da sturbo. Ovvero: il gelato alle spagnolette.
Tempo fa vi raccontai della mia avversione verso la pasta di arachidi. Ebbene, ora mi sento in dovere di confessarvi che dietro le quinte c'è stata un evoluzione e che ho scoperto una nuova dipendenza. 
E' che forse mi sono solo accorta che il burro d'arachidi è come l'arte, che per apprezzarla bisogna metterla da parte. Difatti io l'ho messo da parte e me lo sono magnato. 
E quel suo retrogusto un po' salato, come nel caramello, ho scoperto che mi fa impazzire. Mannaggia agli americani.
Ma facciamo un po' di chiarezza e apriamo un siparietto, dato che sono sicura che alcuni di voi al solo pensiero della parola "burro di arachidi" siano inorriditi e siano già corsi a controllare il numero di kcal per etto. Il burro d'arachidi, anche se si chiama così e ha fatto fuori Elvis, non è il demonio.
Le arachidi sono antiossidanti naturali, sono una buona fonte di vitamine e sali minerali vari e contengono grassi per lo più monoinsaturi (che per intenderci sono quelli buoni, gli stessi dell'olio d'oliva) quindi, in quantità moderate, come tutto del resto, fanno bene. 
E poi, anche se alla fine erroneamente lo chiamo in tutti e due i modi, c'è una differenza tra pasta di arachidi e burro d'arachidi. La prima, che è quella che utilizzo io, è pura e contiene solo i semi frullati; Il burro d'arachidi invece è addizionato con sale, zucchero e olio di palma. Quest'ultimo è invece un grasso saturo, per intenderci quello bastardo che, se assunto in dosi massicce, aumenta i rischi di malattie cardiovascolari. 
Quindi occhio anche alle etichette e se volete approfondire la storia dei grassi basterà fare una breve ricerca in rete.

Tornando alla nostra ricetta, la percentuale di grassi e zuccheri è stata da me studiata in base a tabelle e calcoli vari per cui, ammesso che la mia calcolatrice non sia rotta, io non abbia sbagliato i conti, non abbia visto le tabelle sbagliate, non abbia sbagliato a digitare, potete star sicuri (?!??! muahhah) che questo gelato è correttamente bilanciato. 
Più nel dettaglio, come ho imparato ad un corso, i grassi in un buon gelato casalingo non devono superare il 15% per conferirgli la giusta cremosità e gli zuccheri devono essere compresi tra il 15 e il 25% per gelare in modo opportuno.
In questa ricetta come grassi ne abbiamo 10 gr dai tuorli, 17,5 gr dal latte e 75 gr dalla pasta di arachidi (totale 102 grammi che su 950 gr totali di peso corrispondono all'11%) mentre di zuccheri ne abbiamo 27,50 gr dal latte e 200 gr dallo zucchero (totale 227,50 gr che corrispondono al 23,9%).
Nel post della bravissima Mapy poi, se vi interessa, trovate una serie di approfondimenti molto dettagliati e molto interessanti sulla chimica del gelato.
Per quanto riguarda la preparazione invece mi sono attenuta alle regole dell'MTC e della ricetta di Mapy e sono partita da una crema inglese (ma dopo vi spiego come invece avrei proceduto io).
Ho montato quindi le uova intere (gli albumi li ho tenuti perchè aumentano la cremosità del gelato) con lo zucchero finchè il composto scriveva, ho aggiunto il latte a filo e ho rimesso tutto sul fuoco fino a raggiungere 85°, sempre mescolando. Ho aggiunto la pasta di arachidi e ho abbattuto la temperatura immergendo la pentola in acqua e ghiaccio. Ho fatto raffreddare una notte in frigo, ho aggiunto la farina di semi di carrube (come addensante), ho frullato con un minipimer e ho messo tutto nella gelatiera per circa 20 minuti.
In alternativa, il mio procedimento è invece di mettere in una pentola tutti gli ingredienti insieme (tranna la farina di semi di carrube che va sempre aggiunta all'ultimo prima di mantecare il gelato), mescolare e portare a 65°, far raffreddare sempre una notte in frigo, aggiungere la farina di carrube, frullare e infilare nella gelatiera.
Per le arachidi caramellate, che danno un tocco croccante irrinunciabile, mettetele in un pentolino con pari peso di zucchero, un pizzico di sale e un goccio d'acqua.
Lasciate andare a fuoco basso per circa 15 minuti finchè lo zucchero tornerà a sciogliersi dopo essersi cristallizzato. Mescolate per mischiare bene il tutto, rovesciatele su un pezzo di carta da forno e fate raffreddare.

Con questa ricetta partecipo all'MTC Challenge di Luglio



martedì 10 luglio 2012

Cake di farina di riso e ricotta


Ingredienti per una torta da 24 cm di diametro:
250 gr di farina di riso
350 gr di ricotta
200 gr di zucchero di canna scuro
3 uova
mezza bustina di lievito
la buccia grattugiata di un limone
un cucchiaino di cannella
un pizzico di sale
un cucchiaino di zenzero in polvere

Eviterò di dirvi di quanto fa caldo e di quanto non abbia alcuna voglia di cucinare perchè già lo sentite e leggete abbastanza in giro.
Sappiate però che ho caldo e che non ho alcuna voglia di cucinare. 
Al contrario però di tutti gli altri, cercherò di darvi una serie di motivi per cui lamentarsi di meno e provare ad amare questo caldo fottuto, del tipo:
l'impasto della pizza in lievitazione raggiunge volumi spropositati in metà tempo e vi sembrerà di essere nella moltiplicazione dei pani e dei pesci senza i pesci, che potete sempre comprare a parte.
I panni asciugano ancor prima di esser tirati fuori dalla lavatrice. Vi basta aprire lo sportello e aspettare cinque minuti. Sconsiglio di provare a stirarli perchè saranno cartonati ma tanto lo stile un po' bohemien-sconvolt va sempre di moda, basta saperlo portare.
Le zanzare con sto caldo non ci sono, o almeno ce ne sono molte meno. Tra l'altro l'anno scorso che volevo mettere il condizionatore non ha fatto caldo e quest'anno che ho montato le zanzariere non ci sono le zanzare. Sperate l'anno prossimo non decida di comprare una piscina.
Se soffrite di pressione alta vi basterà fare un giro in una zona senza ombra dopo i pasti.
Se volete fare una sauna idem. Per il bagno turco basta usare uno spruzzino supplementare.
Potete fare a meno dell'essicatore e con un po' d'impegno anche del forno, magari usando quei cartoncini trifacciali riflettenti che si usavano per ustionarsi la faccia tempo fa.
Potete lasciare i rotoli di polvere girare per casa e dire che pensavate di esser nel deserto.
Potete accendere la sigaretta col solo uso di una lente d'occhiale e un raggio di sole. Se non siete nè miopi nè presbiti smettete di fumare.
E ultimo, ma non meno importante, potete usare il colpo di calore come scusa per non fare qualsiasi cosa, che è molto più credibile di un mal di testa.

Come volevo non dirvi all'inizio, per il caldo non sto cucinando molto e i miei pranzi e le mie cene si susseguono a suon di verdure al massimo da sbucciare, ma anche no, ma per la colazione faccio qualche eccezione. Al mattino ho bisogno di ingerire qualcosa entro i primi 5 minuti in cui ho appoggiato i piedi a terra altrimenti mi si apre una voragine nello stomaco e mi vengono gli svarioni, per cui dopo aver finito pane e biscotti, prima che io mi inghiotta la sveglia, la tv e il pc insieme, ho pensato fosse il caso di preparare qualcosa di più appetibile. Giusto così per non mangiare la prima cosa che capita. 
Non è vero. In realtà ho bisogno solo di un incentivo per alzarmi dal letto al mattino per andare al lavoro.
E anche qualcosa di più leggero (della sveglia tv e pc insieme).
E sì, vorrei dirvi che ho pensato apposta ad una ricetta light e veloce per la prova costume, ma la verità è che invece avevo della ricotta in scadenza. Perchè io della prova costume francamente me ne infischio. Nel senso che  evito proprio di provarlo.

Per questa torta prendete una ciotola, mischiateci tutti gli ingredienti, imburrate e inzuccherate una tortiera (consiglio saggissimo che presi dalla  mitica Roby in quale suo post o commento), sbatteteci dentro il composto e cuocete in forno caldo a 180° per circa 30/35 minuti. 
Se la preferite molto soffice e avete del tempo da perdere, montate gli albumi al posto che schiaffarli dentro così.

Ps.: in chiusura mi sento di dire qualcosa anche io su Caronte, giusto per non esser fuori moda. Ovvero che se potessi l'affogherei nell'Ade.

lunedì 18 giugno 2012

Frollini di riso, noci e cioccolato bianco


Ingredienti per circa 15 biscottoni:
250 gr di farina di riso
125 gr di burro morbido
150 gr di zucchero di canna
4 tuorli (o 2 uova intere)
un cucchiaino di lievito chimico
un pizzico di sale
50 gr di cioccolato bianco
50 gr di noci dell'amazzonia

A volte penso di essere perseguitata dalla sfiga. 
Oppure di essere l'ennesima riprova che la legge di Murphy effettivamente esiste. Del tipo: chi nasce tondo non può morire quadrato.
Anche se forse questa era di mia nonna. 
Comunque, l'intento stavolta era quello di fare dei cookies. Avete presente no? I biscottoni americani bassi e larghi? 
Ecco. La ricetta ce l'avevo. Bastava mischiare gli ingredienti, infilarli in forno e via. 
Per me, che ho il potere di trasformare qualunque biscotto in un frisbee, questa ricetta dovrebbe calzare a pennello.
Si fa una frolla morbida, si prende il porzionatore del gelato (idea geniale rubata da una puntata di Buddy, che farà pure delle robe immangiabili ma in alcune cose resta un genio), si sbatte così com'è sulla teglia, si infila in forno e si tirano fuori dei biscottoni perfetti alti tutti uguali.
Inizio la preparazione. Tiro fuori tutti gli ingredienti. E poi vedo lì sulla mensola, tra mille altre, la farina di riso. Che non ho mai usato se non miscelata in minima parte a quella di grano.
Oh toh. Quasi quasi ce la butto dentro.
Io e le mie idee del cazzo.
I biscotti che sono venuti fuori a dire il vero sono davvero buoni, fragranti fuori e morbidi dentro, ma la somiglianza coi cookies potete vederla dalla foto.
E' come paragonare un pinscher ad un pastore bergamasco. Il cane intendo, non l'uomo. Il bergamasco eh, non il pinscher.
Ora, io mi chiedo, ma è possibile che l'unico biscotto che avrebbe dovuto spiattellarsi è rimasto perfettamente identico a quando l'ho infornato?? Con anche tutte le crepe pre-ci-se! No dai. Non ci posso credere.
Provateci pure. E che lo spiattellamento sia con voi.
E l'idiozia con me.
Andate in pace. Amen.
Per questi biscotti mischiate tutti gli ingredienti, compresi noci e cioccolato spezzettati a mano. Intendo il cioccolato a mano, per le noci usate mortaio a meno che non siate uno dei fantastici 5.
Formate i biscotti come più vi piace, ma teneteli alti tra gli uno e due centimetri. Cuocete a 180° per circa 10/12 minuti fino a doratura.

Ne approfitto per farvi notare, se per caso non ve ne foste ancora accorti, che finalmente anche io ho un banner e un logo, partoriti dopo una lunga gestanza. Si dice gestanza? O gestazione? O gestamento?
Naturalmente la mia mente malata non poteva non partorire qualcosa di non serio. E in questo caso non-non non si annullano come meno-meno in matematica. Chiaro?
Inoltre ormai erano diversi mesi che questo blog era immutato. E dato che io mi stufo spesso e ho sempre bisogno di nuovi stimoli, con la stessa frequenza con cui giro i miei mobili in casa ho deciso che rivoluzionerò il mio blog. 
Stay tuned.
Ma quanto mi piace questa espressione? Sarà il mio trend 2012.

martedì 12 giugno 2012

Flan o Bonet?


Ingredienti per uno stampo da 20 cm:
200 gr di farina di farro integrale 
90 gr di burro freddo
3 cucchiai d'acqua fredda
un pizzico di sale
mezzo litro di latte
4 uova intere
50 gr di amaretti
2 cucchiai di cacao amaro
7 cucchiai di zucchero di canna

O creme caramel? O bonet in crosta? O flan al cacao e amaretti? O cacao al flan? O brisè e budino? Insomma come lo chiami lo chiami, sempre quello è. Anche con un fischio.
Il flan (che si pronuncia flooooon con la bocca a culo di gallina) è fracese, il bonet piemontese. Ma la ricetta di base è pressochè identica.
Settimana scorsa l'ho fatto per la prima volta, il flan, non il bonet. E ho seguito la ricetta di un bellissimo libricino di Marabout sui flan comprato anni fa. Un libro in francese. Comprato in Francia. Sui dolci francesi. Di una casa editrice francese. L'apoteosi dell'affidabilità. Ma invece no. Le proporzioni erano esatte ma le dosi completamente sbagliate. Manco avessi preso la ricetta da un libro giapponese tradotto in mandarino comprato in Spagna.
Va beh insomma, alla fine mi sono ritrovata con litri e litri di ripieno avanzato e con una brisè troppo piccola per lo stampo. 
Com'è che diceva Todd nell'attimo fuggente?! "La verità è una coperta che ti lascia scoperti i piedi. Tu la spingi, la tiri e lei non basta mai". 
Ecco, nel mio caso invece la verità è una pasta che mi lascia scoperto lo stampo. Io la spingo, la tiro e lei non basta mai. E ora il mio barbarico yawp risuonerà sui tetti del mondo. O capitano mio capitano. 
Alla luce di ciò, dubitate sempre e non fate i caproni eseguendo tutto ciò che leggete. Ragionateci. E siate sempre dubbiosi e attenti quando eseguite una ricetta di un libro per un flan al caffè e nella foto c'è un dolce al cioccolato.
Tornando alla nostra ricetta, il bonet è un creme caramel piemontese che di solito si cuoce nello stampo del plum cake e si serve come un budino. Se aggiungo che ha il sapore della Saint Honorè e assomiglia alla Sacher ma ha la forma di una crostata farei l'en plein dei dolci, ma non sarebbe vero.
Il flan invece è un creme caramel con un guscio di brisè, dettaglio simpatico per un discorso di contrasto di consistenze e soprattutto interessante dal punto di vista pratico. Si taglia agilmente a fette e si riesce a mangiare anche con le mani.
Per preparare questo flan al bonet, sabbiate la farina con il burro freddo a cubetti e un pizzico di sale. Aggiungete qualche cucchiaio d'acqua fredda per ottenere una palla liscia. Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo per almeno una mezz'ora.
Mettete a scaldare il latte senza farlo bollire. Sbattete le uova intere, aggiungete il cacao, gli amaretti sbriciolati con le mani, quattro cucchiai di zucchero di canna e infine il latte caldo.
Stendete la brisè il più sottilmente possibile e adagiatela in uno stampo rivestito di carta da forno. Preparate il caramello mettendo in un pentolino i tre cucchiai di zucchero rimasti con un cucchiaio di acqua e fateli bollire per qualche minuto fino a quando inizierà leggermente ad addensarsi. Versate il caramello sulla base di pasta, spalmatelo e versateci sopra il composto di uova.
Mettete la teglia in una più grande, riempite quest'ultima d'acqua calda e cuocete a bagnomaria per 50 minuti a 180°. Se il flan inziasse a scurirsi troppo copritelo con un foglio di alluminio.
Fate raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigo per una notte.

venerdì 8 giugno 2012

Chokladbollar


Ingredienti per circa 15 palle:
100 gr di fiocchi d'avena
50 gr di burro morbido
50 gr di zucchero di canna
3 cucchiai di cacao amaro
3 cucchiai di caffè espresso
un pizzico di sale
una manciata di cocco

Dello scambio alla pari con gli svedesi fatto ormai mille anni or sono mi son rimaste in mente principalmente due cose: vacker troja, che significa "che bel maglione" e le palle. Alimentariamente parlando, maiali! 
Infatti le cose più buone che ho provato in Svezia sono tutte a forma sferica ovvero: le polpette di carne con la marmellata, la princess cake e le chokladbollar.
Poi va beh, in realtà mi ricordo anche una marea di altre cose tipo delle feste finite in coma etilico, le corse con la motoslitta e delle figure di merda allucinanti con l'inglese. Ma questa è un altra storia. 
Diciamo che per il momento mi concentrerò sul cibo. E per tutti quelli che pensavano che la Svezia fosse solo gnocca, mobili e gente che ama lavarsi i denti dopo mangiato o-in-alternativa-mangiarsi-una-chewing-gum, ebbene non è così: in Svezia sanno anche cucinare. 
Una delle cose più semplici e veloci che potete trovare anche qui nei migliori negozi di mobili, quelli blu e gialli per intenderci (ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale), sono appunto le chokladbollar, o chocolate balls, o semplicemente palle di avena.
Per prepararle vi basterà mischiare tutti gli ingredienti, formare delle palline, rotolarle nel cocco e fare riposare in frigo almeno una notte (per far smollare un po' i fiocchi) e papparvele.

venerdì 1 giugno 2012

Da grandi saremo dei Boeri...STAY TUNED

 

Ingredienti:
ciliege
alcool alimentare a 90°

Avrei voluto fare un post scenico mettendo solo STAY TUNED in grande, che fa tanto figo, ma poi non ho resistito.
No perché forse è il caso di avvertirvi che questo è un esperimento e che non mi riterrò responsabile se i vostri boeri che finirete di fare tra cinque mesi e regalerete a  Natale con tanto amore e tante aspettative ad amici, parenti, ai vostri suoceri o al vostro capo faranno cagare. Io vi ho avvisato. 
E' che d'altronde noi non possiamo mica fare dei cioccolatini con le ciliege sotto spirito comprate chissà dove. Eddai. Noi le cose o le facciamo per bene o non le facciamo per niente. Quindi per forza dobbiamo iniziare ADESSO a conservare quelle più belle e più mature finchè siamo nel pieno della loro stagione. 
A rifletterci bene avrei anche potuto aspettare a pubblicare questo post rimandandolo a giugno 2013 dopo aver verificato l'esperimento fino in fondo, ma dato che il mondo finirà a dicembre posso forse lasciarvi senza averveli fatti assaggiare prima???! Non mi pare il caso. Per cui, se siete audaci e fiduciosi in me (Muahahahah. Illusi), seguitemi fin da ora in questa temeraria impresa.
Prima di partire con la preparazione vi esplico cosa ha partorito la mia mente malata: io non voglio per i miei cioccolatini delle semplici ciliege sotto spirito zuccheratissime e poco alcoliche come quelle industriali. No. Io voglio che il mio boero finale sia giustamente dolce e giustamente alcoolico. Ciò significa che, per quanto riguarda lo zucchero, dato che già inevitabilmente ne andremo ad aggiungere una buona parte nella successiva fase di preparazione che vi rivelerò a tempo debito, ho preferito non metterne per niente ora. Invece per quanto riguarda il grado alcolico, dato che le ciliege sono composte all'80% di acqua, secondo i miei calcoli dividendo la quantità di alcool a 90° che vado ad inserire nel vasetto per il peso delle ciliege meno il peso stimato dei noccioli e moltiplicando il risultato per il pigreco e dividendolo per il numero dei giorni di riposo e sottraendoci le ore di luce addizionate a quelle di buio e dividendo ancora per i vostri anni e moltiplicando per il giorno del vostro compleanno, il risultato dovrebbe dare un boero sufficientemente rincoglionente. Ma, se siete preoccupati vengano eccessivamente allegri e/o usate farci colazione e/o li date abitualmente ai vostri bambini, potete tranquillamente sostituire l'alcool con una grappa a circa 45°/50° (non di meno perchè altrimenti potreste aver problemi di conservazione della frutta) e il risultato finale dovrebbe aggirarsi su un grado alcolico di circa i 20° (cioè, praticamente acqua dai).
Vorrei comunque tranquillizzarvi informandovi anche che Suor Germana mi ha dato una mano. Cioè, non lei in persona, ma lei tramite uno dei suoi libri dal quale ho tratto un misturot di informazioni. No ma, vi rendete conto??! Siamo nel 2012 e io ancora mi affido alla Germana?! Ma tra l'altro come ci si può fidare di una che fa agende da 2000 anni e in copertina ha sempre la stessa identica faccia??? No dai seriamente. O qui qualcuno tenta di fregarci, oppure dobbiamo assolutamente farci dare il numero del suo chirurgo plastico. Per noi in primis, ma  anche per fare del bene e passarlo a gente bisognosa come per esempio la Dona.
Per preparare queste ciliege scegliete quelle più mature, prive di segni e belle sode. Lavatele e fatele asciugare all'aria. Sterilizzate intanto i vasetti  e i  relativi tappi facendoli bollire per almeno 10 minuti in una pentola alta coperti d'acqua. Estraeteli con una pinza e fateli asciugare. Togliete il gambo dalle ciliege e metteteli nei vasetti fino a 2 cm del bordo. Versateci l'alcool fino a coprirle perfettamente. Chiudete e ponete a riposare in luogo buio per almeeeeeno 3 mesi. 
La ricetta continua dopo l'estate!!!  

sabato 26 maggio 2012

Lemon meringue pie


Ingredienti per una torta da 24 cm di diametro:

per la frolla:
200 gr di farina 0
50 gr di farina integrale
150 gr di burro
100 gr di zucchero di canna
un cucchiaio di miele
mezzo cucchiaino di sale

per il lemon curd:
3 uova intere + 2 tuorli
120 ml di succo di limone
la buccia grattugiata di due limoni
130 gr di zucchero di canna
100 gr di burro

per la meringa italiana:
50 gr di albume
20 ml di acqua
100 gr di zucchero di canna
qualche goccia di limone

La prima volta che tentai di preparare questa torta ero ancora una povera pampina ingenua.
Avevo già fatto quasi tutto. La base di frolla era cotta, la meringa montata. Mancava solo il lemon curd. Mischiai gli ingredienti con cura ed iniziai a cuocerlo. A bagnomaria. In una ciotola di vetro. E ho detto tutto. Cioè, ma chi mai avrebbe potuto pensare che una ciotola in vetro solida e spessa potesse esplodere???!! No dico, io no di certo. Eppure mentre ero lì bella tranquilla a mescolare la fantastica cremina al limone che si stava pure per addensare e alla quale avevo appena aggiunto il burro....BBAMMM!! Vetro e lemon curd OVUNQUE. Avrei voluto leccarlo via dai fornelli tanto mi dispiaceva.
Okokok col senno di poi non sono stata tanto furba, ma non è colpa mia se ho questo rapporto di sopravvalutazione col vetro (una volta mi sono pure seduta su un tavolino da salotto pensando mi reggesse...). Saranno stati gli anni di pubblicità della Bormioli Rocco, che vi devo dire.
Va beh che conosco gente che è riuscita a far esplodere il ripiano in vetro del frigo appoggiandoci sopra una pentola bollente per raffreddarla più in fretta per cui almeno mi consolo sapendo di non essere l'unica.
Per fare questa torta iniziate preparando il lemon curd.
Mescolate bene le uova e i tuorli con lo zucchero (i due albumi li userete per la meringa), aggiungete la buccia di limone e il succo. Mettete la ciotola (no, non in vetro) su una pentola con un po' d'acqua che sobbolle e continuate a mescolare fino a quando la crema inzierà ad addensarsi e a velare il cucchiaio e/o raggiungerà 80° (circa 15 minuti). Togliete dal fuoco, fate intiepidire ed aggiungete il burro a pezzetti poco alla volta. Amalgamate fino ad ottenere un composto liscio (aiutandovi con un frullatore ad immersione se serve), coprite con la pellicola a contatto (controllate che sia senza pvc) e fate raffreddare (no, non in frigo...o non subito almeno).
Preparate poi la frolla mischiando il burro a pomata con lo zucchero. Aggiungete il sale, il miele, le uova ed infine la farina.
Lavorate velocemente, formate una palla, appiattitela, avvolgetela nella pellicola e fate riposare in frigo per almeno mezz'ora.
Riprendete la frolla, stendetela sottilmente, adagiatela nella teglia, fateci dei fori con la forchetta, coprite con alluminio, versateci dei fagioli (per dire, anche i ceci vanno bene) e cuocete in forno caldo a 180° per 20 minuti, togliete i fagioli e l'alluminio e ancora in forno per 5/10 minuti fino a doratura.
Fate raffreddare bene e intanto preparate la meringa all'italiana.
Molte ricette della lemon meringue pie vi faranno solo montare albumi crudi con lo zucchero per poi dargli una passata veloce sotto al grill.
NON FATELO! Gli albumi crudi non vanno bene! Sono indigesti e fanno cagare di nome e di fatto!!! Spendete 5 minuti in più e investite 7 euro per un termometro! Dai, lo vendono anche all'ikea! E chi non ci va all'ikea almeno una volta al mese a mangiare le polpette??! Poi ok il caramello si può fare anche ad occhio. Ma bisogna avere l'occhio. Ma anche due.
Dicevamo, mettete in un pentolino lo zucchero con l'acqua e portate a 120° o se avete l'occhio buono portate il caramello fino allo stadio del filo che cola. Io sono miope e infatti ho bisogno del termometro per stare tranquilla.
Nel mentre iniziate a montare gli albumi con qualche goccia di succo di limone. Quando inizieranno ad esser sodi mantenete la velocità media del frullatore e iniziate a versarci il caramello a filo. Continuate a montare per circa 10 minuti per far intiepidire la meringa pian piano. Mi raccomando, usate in breve tempo la meringa italiana perchè indurisce in fretta e diventa poco spalmabile. Mentre potete preparare in anticipo frolla e lemon curd la meringa no, fatela al momento, che sennò la torta verrà una merda.
Ora potete assemblare la pie. Versate il lemon curd ormai freddo nella frolla, spalmateci la meringa con una spatola o meglio con una sac à poche (con la spatola è più difficile perchè si tira dietro il curd). Passateci sopra velocemente la mini fiamma ossidrica come la chiamo io o cannello da cucina come la chiamano gli altri, oppure passate sotto al grill del forno per qualche minuto. State lì davanti inchiodati a controllare perchè si grema in un attimo.
Servite subito o anche bella fredda da frigo come piace a me.


venerdì 25 maggio 2012

Gelèe di fragole e cioccolato


Ingredienti per quattro persone:
300 gr di fragole
2 cucchiai di zucchero di canna
qualche goccia di succo di limone
1 cucchiaino di agar agar o 2 fogli di gelatina
50 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di olio di semi di girasole

Avete forse un deja vu??! No, non sto cercando di confondervi. E' solo che sono appena entrata nel tunnel dei budini e delle gelèe. Stampatevi bene nella mente questa immagine perchè la vedrete ripetutamente. 
Conoscete forse qualche modo per disintossicarsi? Cerotti, metadone, budini elettronici finti, club dei budinisti anonomi ecc.?? Vi prego. E' un problema serio. 
No perchè io sono così, mi piace sperimentare ma a periodi entro in loop. Lo scorso inverno c'è stata la fase dei passati monoverdura. Frullavo di tutto. Ero la versione di "Non aprite quella porta" ma con un miniper in mano e facevo strage di verdure. Poi sono passata ai gazpachi estivi, che in realtà sono la stessa cosa. E ora alle gelèe. Help me.
E poi ho visto il contest di Bianca dove il primo premio è una scatola di latta. Io ADORO le scatole di latta. Ne ho una per tutto: per i medicinali, per il set da cucito anche se non so cucire ma non si sa mai, per le cose da non perdere, per i biscotti, per il set per la pulizia scarpe anche se non ho il set da metterci ma la scatola era troppo bella, per i trucchi. Ma quella per il tè mi manca. Come potevo non gareggiare? No, ditemelo. Ho smesso di comprarle perchè non ho più posto, ma se la vinco....beh in quel caso non conta. Un posto da qualche parte si trova.
Quindi sommando questi due fattori, il risultato è questa gelèe alla fragola con cuore di cioccolato fondente. Che è davvero una goduria. 
La procedura è la stessa del tortino di peperoni
Frullate le fragole con due cucchiai di zucchero di canna e qualche goccia di succo di limone. Misurate il volume e mettete l'acqua necessaria ad arrivare a 500 ml (circa 200 ml) in un pentolino con l'agar agar. Fate bollire per cinque minuti e aggiungetelo alle fragole. Rifrullate il tutto e versatelo negli stampini. Fate raffreddare in frigo.
Preparate intanto il ripieno sciogliendo a bagnomaria il cioccolato fondente con 50 gr di acqua e due cucchiai di olio di semi di girasole. Prendete i budini ormai solidi, svuotateli parzialmente e mettete gli avanzi in un pentolino. Versateci un cucchiaio di ganache di cioccolato e infilate in freezer per una decina di minuti. Sciogliete nuovamente gli avanzi di gelèe e versateli sul cioccolato non appena sarà leggermente solido per chiudere e sigillare i tortini. Infilate ancora in frigo per almeno un'ora. Sformate e servite.
Come già detto partecipo al contest Delizie senza lattosio di Bianca come il latte.

domenica 20 maggio 2012

Catalana alle fragole e rose


Ingredienti per 4 persone:
600 gr di fragole
400 ml di latte
6 tuorli d'uovo
50 gr di amido di mais
250 gr di zucchero di canna chiaro
qualche petalo di rosa (cinque o sei)
qualche goccia di limone

Mi sento come il bianconiglio. Il contest di Ambra sta per scadere e ho pochissimo tempo. Aaaaargh!! E' tardi è tardi!! E' tardi!!! Mariaaaaaanna!!
Ricetta velocissima.
Preparate lo zucchero alla rosa frullando insieme zucchero e petali. 
Mettete a bollire il latte. Montate i tuorli con 180 gr dello zucchero preparato. Aggiungete l'amido di mais. Versateci il latte caldo senza smettere di mescolare. Dai dai veloci!! Rimettete tutto sul fuoco per qualche minuto fino a quando la crema si sarà addensata. Frullate le fragole con qualche goccia di limone. Muovetevi! Togliete la crema del fuoco e aggiungeteci la purea di fragole. Versate nelle coppette. Presto che è tardi! (?!) Fate raffreddare a temperatura ambiente poi infilate in frigo per almeno un'ora. Cospargete ogni coppetta con un cucchiaio dello zucchero avanzato e fate caramellare o sotto al grill o con il cannello da cucina o con il ferro a cremar.
Fiuuuuuu...ce l'ho fatta!


Con questa ricetta partecipo anche al contest Grazie dei fiori di Cardamomo & co!





giovedì 17 maggio 2012

Sigari al cioccolato bianco e limone



Ingredienti per circa 15 sigari
100 gr di albume
100 gr di burro
100 gr di zucchero
100 gr di farina
200 gr di cioccolato bianco
90 gr di panna fresca
un limone

Fumo blu, fumo bluuuu, unaaa nuvolaa e dentro TU! E poi, e poi, se un uomo sa di fuuumo ma sì, ma sì, è veramente un uomoooo...
Così cantava Mina. E che strani criteri aveva nel considerare la mascolinità. Ma soprattutto chissà cosa si era fumata lei perchè io il fumo blu penso di non  riuscire a vederlo manco ad Amsterdam.
E credo non l'abbia visto manco Tiziano mentre era lì in ritardo con Paola e non gli importava della pioggia che cadeva e lei era contentissima anche se la noia quella sera era troppa e lei chiamava duecento principi. Ohhh Paolaaa...ohhh Paolaaaa...
Oppaola!! Ma duecento??! Ma dove li metti duecento principi?! Va beh che sei la dama del castello, però dai..
Comunque per fortuna i sigari che faremo noi non sono blu e non sanno di fumo ma di cioccolato bianco e anche un po' di limone.
Per fare le cialde, che altro non sono che delle lingue di gatto di forma alternativa, mescolate insieme stesso peso di burro a pomata e zucchero con un cucchiaio, senza montare il composto. Aggiungete poi lo stesso peso di albumi e farina e mischiate fino ad ottenere un composto liscio.
Con una sac à poche o con qualcos'altro, spargete il composto su una teglia rivestita di carta da forno in rettangoli da circa 9x7 cm.
Cuocete in forno caldo a 200° fino a quando i bordi inizieranno a dorarsi. State fermi lì piantati davanti perchè ci mettono davvero poco (6/7 minuti).
Toglietele ed avvolgetele subito attorno a qualcosa di cilindrico tipo il manico di un cucchiaio di legno. Dovete esser velocissimi perchè si induriscono subito. E a tal proposito consiglio infatti di cuocerne massimo sei alla volta altrimenti non farete in tempo ad arrotolare l'ultimo, che vi si sfracellerà tra le mani. Fate raffreddare. Se dovessero rimanervi mollicci, come ogni tanto capita (ogni tanto...a me in realtà capita ogni volta perchè ho sempre paura di cuocerli troppo e quindi li tolgo troppo presto ma poi devo ricuocerli perchè son mollicci ma poi ho paura di cuocerli troppo e quindi li tolgo troppo presto ma poi son mollicci....ok, ci siam capiti), rinfilate i cannoli già fatti in forno per 2/3 minuti per farli asciugare.
Per la ganache montata portate a bollore la panna e versatela immediatamente sul cioccolato bianco spezzettato. Aspettate un paio di minuti e mescolate delicatamente per amalgamare il tutto. Fate raffreddare in frigo per qualche ora (meglio una notte). Riprendete il composto, aggiungeteci la buccia grattugiata di mezzo limone e qualche goccia di succo a vostra discrezione e montate con le fruste elettriche per qualche minuto fino ad ottenere una mousse densa.
Farcite i sigari con una siringa e conservate in frigo in un contenitore ermetico, che sennò diventano mollicci e li dovete rinfilare in forno. Muhahahaaha.

giovedì 3 maggio 2012

Crostata di fragole e crema al limone


Ingredienti per una crostata da 24 cm di diametro:
200 gr di farina 0
50 gr di farina integrale
150 gr di burro
100 gr di zucchero di canna
mezzo cucchiaino di cannella
mezzo cucchiaino di sale
1 cucchiaio di miele

500 ml di latte
300 ml di panna
6 tuorli
1 limone
90 gr di farina 00
120 gr di zucchero di canna

500 gr di fragole fresche


Alzi la mano chi non ama la crostata di frutta! Ecco appunto lo sapevo, non vedo nessuno.
Questo sì che è un vero grande classico intramontabile, mica come le scarpe a punta che oggi vanno e domani no e una è costretta a tenerle lì nell'armadio per usarle solo negli anni bisestili. 
E poi è un dolce sano e dietetico, la metà sopra è frutta! E quella sotto...quella sotto va beh, c'è il limone che fa bene, quindi non conta.
Ammetto che non è niente di estremamente originale o innovativo, ma quando ho letto dei due contest a tema fragole onestamente non ho trovato modo migliore per usarle e sono andata sul sicuro.
Per preparare la frolla mischiate a lungo il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete il sale, la cannella e il miele, mescolate ancora ed infine unite la farina. Mescolate velocemente fino ad ottenere una palla liscia (se necessario aggiungete un cucchiaio di acqua fredda), avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo per almeno un'ora. Preparate intanto la crema. Fate scaldare il latte insieme  alla panna con la buccia (parte gialla) a pezzi di mezzo limone e portate ad ebollizione. Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e gonfio, aggiungete la farina, togliete la buccia di limone dal latte ed aggiungetelo al composto di uova e zucchero quindi rimettete il tutto sul fuoco per qualche minuto, sempre mescolando, fino a quando inzierà ad addensarsi. Togliete dal fuoco, aggiungete la buccia di mezzo limone grattugiata e il succo di mezzo limone, coprite con la pellicola mettendola a contatto per e fate raffreddare.
Riprendete la frolla, stendetela sottilmente a circa 5 mm di spessore, bucherellatela con una forchetta, passetela in freezer per una quindicina di minuti per fargli mantenere la forma, ritiratela fuori, copritela con un foglio di alluminio, riempitela di fagioli e cuocetela in forno caldo a 180° per 20 minuti, togliete l'alluminio coi fagioli e cuocete per altri 5/10 minuti fino a quando inzieranno a dorarsi i bordi.
Fate raffreddare e versateci dentro la crema al limone.
Se potete servire entro breve tempo tagliate le fragole a fettine e guarnite senza aggiungere altro, altrimenti spennellateci o vaporizzateci un po' di succo di limone per evitare l'ossidazione della frutta.

Con questa ricetta partecipo al contest Fragole a Colazione di Cucina libri & gatti e al contest La fragola vien mangiando di L'amore in cucina!


mercoledì 18 aprile 2012

Pink positive


Ingredienti per 12 cupcake:
200 gr di farina integrale biologica
3 uova
40 gr di olio di semi di girasole
80 gr di burro
200 gr di cioccolato fondente
200 gr di zucchero di canna muscovado (io ho usato il Mascobado Altromercato)
1 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
per la decorazione:
250 gr di burro
500 gr di zucchero a velo
qualche goccia di succo di barbabietola

Eeeeeeeeeeee finalmente ho una bocchetta per fare i peeetaliiii!!! Pappappero. Ma come ho fatto finora a vivere senza?? Mammamia, mi sento troppo Buddy Valastro. E da oggi basta, farò solo ed esclusivamente rose in burro e zucchero. E le metterò ovunque. Sono troppo irresistibili in questo colore pastello e mi fanno tornare ai tempi delle Barbie. Commestibili un po' meno...nono ok, va bene, commestibili lo sono, diciamo poco...mangiabili, ecco mangiabili è un aggettivo adatto. Cioè, un pezzettino è anche buono, ma una rosa così, grande quanto un cupcake, insomma sarà ad occhio e croce almeno 3kg di burro. Per cui decreto che questo è un cupcake da mangiarsi in compagnia, un kg e mezzo a testa e i sensi di colpa lavi via. Sono troppo poetica.
In compenso la tortina sottostante è cosa buona e giusta, oltre ad essere un fantastico sacchettino virtuale dell'umido per metterci l'uovo di pasqua avanzato.
Per preparare questi cupcake montate insieme il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete le uova intere, l'olio, il cioccolato fondente sciolto a bagnomaria, il pizzico di sale, la farina integrale e il cucchiaino di lievito. Amalgamate per bene il composto e versatelo nei pirottini da muffin fino a circa 3/4 di altezza. Cuocete a 180° per circa 20 minuti e fate raffreddare.
Preparate la glassa al burro sbattendo con una frusta il burro morbido insieme allo zucchero a velo e a qualche goccia di succo di barbabietola fino ad ottenere una crema soffice e chiara. Decorate i vostri cupcake con una sac a poche e conservateli in frigo in un contenitore ermetico.
E dopo tutta questa fatica e le 1674354850 rose fatte e disfatte, potevo forse non partecipare ad un contest??! Ma mica solo uno! Eh no! Stavolta faccio l'en plein.

Con questa ricetta partecipo al contest "Glossy Cupcake" organizzato da Glossybox




domenica 15 aprile 2012

Ricotta pops


Ingredienti per 12 pops:
250 gr di ricotta vaccina
4 cucchiai di zucchero di canna
un pizzico di cannella
un pizzico di zenzero in polvere
la buccia grattugiata di mezzo limone
la buccia grattugiata di mezza arancia 
200 gr di cioccolato fondente
pasta di zucchero bianca
qualche goccia di succo di barbabietola

Non c'è niente da fare, mi piacciono i contest. Quando ne vedo uno non resisto, i cricetini nella mia testa balzano autonomamente sulla ruota e inziano a girare sempre più velocemente finchè non mi viene in mente qualcosa. E' più forte di me, lo trovo troppo stimolante ed è un po' giocare a Scarabeo, con la differenza che lì ti davano lettere e non vincevi una mazza e qui ingredienti e se ti va bene ti becchi pure un premio. 
Questa è stata la volta del contest indetto da Fiordirosmarino e La Cuoca Dentro che chiedevano di trasformare la ricotta. Io non solo l'ho trasformata ma le ho dato anche un volto. E una foto vale più di mille parole.
E poi tra l'altro, come già vi avevo accennato, sono in corsa per recuperare i trend degli ultimi anni, quindi quale migliore occasione di questa per cakepoppizzare qualcosa?
Per fare questi ricotta pops prendete della ricotta un po' asciutta, schiacciatela bene con un cucchiaio, aggiungete lo zucchero e gli aromi ed amalgamate per bene. Formate delle palline grosse quanto una noce ed appoggiatele su un piatto. Prendete ora uno dei bastoncini che userete per sostenere i pops, infilatelo in ogni pallina fino a circa metà per praticarci un bel foro.
Ora che le palle sono belle bucate infilatele in freezer per una mezz'ora. Nel mentre sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria. Riprendete le palle, pucciate la punta di ogni bastoncino nel cioccolato ed infilatelo nel foro di alloggiamento praticato in precedenza. Rimettete in freezer per una decina di minuti per far solidificare. Non sottovalutate questo passaggio, se non lo fate, al momento della copertura i pops rimarranno nel cioccolato e voi lì come dei ciula con solo il bastoncino in mano.
Ora invece, appunto, potete prendere tranquillamente un pop alla volta per infilarlo nel cioccolato fuso. Se tutto va come deve andare, o almeno così diconooooooo e tutto vaaaaa come deve andareeeee o per lo meno me lo auguroooooo...ah scusate non siamo a Sarabanda? Dicevo, se tutto va come deve andare, il cioccolato si rapprenderà velocemente e formerà un bel guscio solido. 
Volendo, avreste già finito. Ma se invece amate complicarvi la vita ed avete del tempo da perdere, potete dare vita ai ricotta pops. Col rischio però di non riuscire più a mangiarli, sappiatelo: nel momento in cui gli darete un volto e loro vi guarderanno con quegli occhietti spaventati con che coraggio li azzannerete?!??!
Io per fare il coniglio ho preparato un po' di pasta di zucchero in questo modo: ho messo in ammollo per cinque minuti un foglio di colla di pesce, l'ho strizzato e l'ho messo in un pentolino con 50 gr di glucosio; ho fatto sciogliere a fuoco dolcissimo ed ho sbattuto nel frullatore questo composto con 450 gr di zucchero a velo e 3 cucchiai d'acqua (ovviamente ve ne avanzerà un bel po', conservatela in una scatola avvolta nella pellicola). Ho frullato fino ad ottenere una palla liscia, ho preso una parte del panetto ed ho aggiunto un cucchiaino di succo di barbabietola (l'E120 gli fa una pippa) per ottenere quel fantastico rosa che vedete in foto. Ho fatto le orecchie e le ho fatte seccare per un'oretta, ho messo il cerchietto al pop, gli occhietti, la boccuccia ed ho appiccicato le orecchie con un goccio d'acqua. Ho fatto asciugare et voilà: ricotta pops in versione playboy pronti. 


giovedì 5 aprile 2012

Matcha Sushi


Ingredienti per 16 maki:
200 gr di riso per sushi
240 gr di latte intero
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di mascarpone
una noce di burro
un cucchiaino raso di polvere di matcha
mezzo vasetto di Nocciolata Rigoni di Asiago
una decina di nocciole

Io sono entrata nel mondo dei foodblogger troppo tardi per poter seguire le mode giuste al momento giusto. E' stato un po' come accodarsi quando ormai il trenino è lunghissimo e TU rimani fuori dalla porta. Peppepepepepè.
Non ho fatto in tempo a macaronizzare i macarons quando tutti ne assemblavano e postavano a manetta, a cakepoppizzare i cake pops, a cupcakare i cupcake, a marshmalloware l'mmf, a matchizzare il matcha, a whoopare i whoopie, a eccettizzare l'eccetera.
Anche se, ora che ci penso bene, posso definirmi invece una foodie alternativa, che fa più figo. E più che altro, ora che nessuno pubblica più cose col matcha perchè le reputa superate, IO invece posso farlo con nonchalance e un filo di snobbismo!
(Soprattutto perchè dopo essermi svenata per 30gr di polvere di matcha biologica, che dato il prezzo mi auguro il tè verde da cui proviene sia stato raccolta a mano foglia per foglia dai discenenti di Hello Kitty in persona con delle bacchette cinesi in bilico su un precipizio della cima monte Fuji e tritato da un samurai con una katana d'oro, ora sono obbligata moralmente a propinarvi all'infinito tutto ciò sia anche solo lontanamente matchizzabile. Dovrò pure ammortizzarlo, no?! Perdindirindina).
Per fare questi matcha sushi mettete il riso in una ciotola e sciacquatelo quattro o cinque volte per eliminare parte dell'amido. Scolatelo e mettetelo in un pentolino con il latte e 2 cucchiai di zucchero, coprite, portate a bollore e fate cuocere a fuoco minimo per circa 20 minuti fino a completo assorbimento del liquido. Fate riposare 10 minuti a fuoco spento e pentola coperta, poi spargete il riso su una teglia per farlo raffreddare. Prendete ora lo stuoino in bambù per il sushi (o in alternativa un foglio di carta da forno), stendete metà del riso in un rettangolo di circa 20 x 10 cm, schiacciatelo bene con le mani bagnate e stendeteci un velo di burro morbido aiutandovi con una spatola (servirà per non far penetrare la crema). Fate riposare in frigo per almeno mezz'ora e intanto preparate il ripieno mescolando il mascarpone con gli altri due cucchiai di zucchero e la polvere di matcha. Riprendete il rettangolo di riso, stendete uno strato sottile di Nocciolata Rigoni e adagiate una striscia di ripieno a circa un terzo della larghezza del rettangolo. Aiutandovi con la stuoietta arrotolate il riso come un involtino e compattatelo per bene. Preparate un rotolo identico con l'altra metà degli ingredienti e fateli indurire in frigo per almeno un'ora. Riprendete i salsicciotti, cospargeteli con le nocciole tritate e tagliate ognuno in 8 parti bagnando il coltello prima di ogni taglio. Conservate in frigo coperti da pellicola.
Con questa ricetta partecipo al contest "Un dolcissimo piatto esotico" della Rigoni di Asiago.

lunedì 2 aprile 2012

Baklava


Ingredienti per una baklava di circa 15X20 cm:
250 gr di pasta fillo (7/8 fogli)
150 gr di burro
70 gr di pistacchi
70 gr di noci
70 g di mandorle
70 gr di nocciole
mezzo bicchiere d'acqua
200 gr di miele
100 gr di zucchero
buccia di un arancia
buccia di un limone
cannella

Cos'è la baklava? No, non è cugina della pavlova ma un dolce tipico dei paesi mediorientali che ormai si trova anche qui in ogni kebab che si rispetti. Nel negozio intendo, non nel panino stesso, anche se non mi stupirei dato che a volte si fa un po' fatica a distinguere cosa ci sia dentro. Che poi il kebab come abbinamento di sapori è fantastico, ma quel quasi-cilindro geometricamente perfetto di carne mi fa davvero un po' senso e mi fa venire qualche dubbio quasi quanto trovare le polpette in mensa o al ristorante. E in effetti uno dei miei dieci comandamenti è: non-mangiare-mai-polpette-d'altri-a-meno-che-non-ti-trovi-da-tua-mamma-o-all'ikea-che-tanto-al-massimo-i-trucioli-sono-naturali-anche-se-la-colla-lo-è-un-po'-meno. Per gli altri nove invece devo andare a spolverare le tavole, che non me li ricordo.
Tornando alla baklava, io e lei ci siamo incontrate diverse volte in croazia ed è stata simpatia a prima vista. Appena subito dopo essere riuscita a scollarmela di dosso, appiccosa com'è.
E quindi quando finalmente ho trovato la pasta fillo biologica ho provato a rifarla, con un risultato niente male.
Prendete i fogli di pasta fillo, tagliateli a metà a misura della teglia, fondete il burro in un pentolino, tritate tutta insieme la frutta secca, aggiungeteci cannella e bucce grattugiate ed iniziate a preparare la lasagna. Stendete nella teglia un foglio di pasta, spennellate col burro, stendetene un altro, spennelate col burro, stendetene un altro, spennellate col burro (no, non sono entrata in loop), spargete un po' di trito e riniziate con la pasta: stendete un foglio e spennellate col burro, stendetene un altro e spennellate col burro, stendetene un altro e spennellate col burro, spargete un po' di trito e riniziate con la pasta: stendete un foglio e spennellate col burro (non vi sembra di essere in quel film di Albanese "E' già ieri"?) stendetene un altro, spennelate col burro, stendetene un altro, spennellate col burro...sì oh ma quanti ne avete???
Ora prendete un coltello affilatissimo, affondatelo nella teglia e tagliate la baklava a rombi grandi quanto quello in foto (dopo cotta non si riesce più) e infilate in forno a 180° per circa 40 minuti fino a doratura.
Preparate nel mentre lo sciroppo facendo bollire miele, acqua e zucchero fino a scioglimento completo e fate raffreddare.
Sfornate la baklava e versateci immediatamente lo sciroppo freddo.
Spargeteci il residuo di frutta secca e fate riposare per qualche ora fino ad assorbimento, meglio una notte intera.